lunedì 24 ottobre 2011

MELANCHOLIA


allora, cominciamo col dire che questo non è un film facile. e non è un film per tutti.
però ad un genio si perdona ogni cosa.
è per questo motivo che mi perdonerete se darò una visione delle cose non confacente i vosti ridicoli gusti cinematografici.
il film è diviso in due parti ed ognuna si rivolge principalmente ad una delle due sorelle protagoniste: kirsten dunst (justine) e charlotte gainsbourg (claire).
la prima è malata di depressione e risulta essere un'ingestibile sciroccata, mentre la seconda è una normale donna di mezza età che vedrà vacillare le proprie sicurezze giorno dopo giorno.
gran parte della presentazione delle protagoniste ha luogo durante la cena del matrimonio tra justine ed un tizio senza arte né parte. il tutto strizzando l'occhio a "festen" di vinterberg e a "le onde del destino" (vedi anche la partecipazione di stellan skarsgård - jack).
tutto procede come da copione fino all'arrivo di un pianeta, melancholia per l'appunto, che si presume distruggerà la terra di lì a poco.
non serve dire che il tema catastrofista è una scelta puramente estetica e che la distruzione da parte del pianeta non è altro che una allegoria della depressione che sconvolge realmente la vita di von trier (vedi stronzate partorite dalla sua folle mente durante l'ultima mostra del cinema di venezia).
così, mentre l'arrivo del pianeta crea tranquillità e consapevolezza in justine, lo stesso porta invece dubbi e panico negli altri in una escalation senza possibilità di redenzione.
insomma: ci sono molte ottime idee ed alcune sbavature nella sceneggiatura. ma lars, checcazzo c'entrano le capacità divinatorie di justine tipo indovinare il numero di fagioli in un barattolo? su, dai: la prossima volta mandami lo scritto per una revisione.
per quanto attiene alla fotografia posso solo dire che la lezione di "antichrist" è ormai matura, e alcune sequenze risultano semplicemente straordinarie.
il risultato è un film in linea con lo stile più recente del regista. anche se mi domando ogni volta: ma che cazzo di fine ha fatto il "dogma 95"? tipico caso di disconoscimento di un manifesto artistico. perché prima o poi chi scrive un manifesto fa di tutto pur di contraddirsi? ma forse è proprio questo che fa di un regista un grande artista. essere tutto ed il contrario di tutto.
come questo film.
da vedere.

ah, e kirsten dunst c'ha veramente due gran tette.
non pensavo.

22 commenti:

  1. Del buon Lars ho visto solo 'Il grande capo'. Un film unico in effetti.
    Bellissima recensione, mi hai convinto.
    Se ci sono le tette lo vedrò sicuramente.

    Josef K.

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  2. utente anonimo24 ottobre 2011 22:46

    @Sciuscia: Recita completamente nuda.

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  3. Magari aveva la fobia colitica anti fagioli, per ogni fagiolo, una scoreggia.

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  4. vogliamo parlare dei primi 5 minuti in slow motion con wagner sotto??
    cmq io sarò una femminuccia ma alla fine ho pianto perchè avevo paura

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  5. utente anonimo25 ottobre 2011 19:01

    finale di pezzo scontatissimo..sapevo già che avresti parlato delle tette ancora prima di cominciare a leggere. Ma ormai non è più un blog coi controcazzi, è un blog per cinefili.

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  6. @ Josef K.

    hai visto l'unico film di von trier che fa veramente cagare.
    complimenti.
    guardati subito nell'ordine dancer in the dark e dogville. poi quando sarai grande ti vedi pure gli altri, a partire da epidemic.

    @ ciclofrenia

    già.

    @ 3

    già.

    @ sciuscia

    già.

    @ scusiscende

    già.

    @ ilanio

    si. credo che il motivo di tanto pathos nelle scene finali sia dovuto proprio il fatto che sei una femminuccia.

    @ 8

    questo era un blog coi controcazzi?
    occristosanto!

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  7. utente anonimo25 ottobre 2011 21:58

    Il fatto che non commenti ne in modo celebrativo ne ironico la morte di Simoncelli, ma anzi snobbi il tutto recensendo (si scrive così ? seriamente, dico...) un film d'autore rende il tuo un blog coi controcazzi, punto.

    P.S. In effetti, non ho mai capito cosìè un "film d'autore".

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  8. utente anonimo25 ottobre 2011 21:59

    volevvo scivere "cos'è", susate lerrore.

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  9. utente anonimo25 ottobre 2011 22:44

    Io prendo una quattro stagioni e una birra rossa mediagrazie.

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  10. Dai sgrad non essere di parte. Non è che se non compare un capezzolo il film non può definirsi valido.
    Oggettivamente sarà sicuramente meno 'visionario' di quelli da te citati, però nel genere commedia non credo ci sia un film simile.

    Ora vado a studiare, mi riprometto d' impegnarmi di più.

    Josef K.

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  11. D'accordo, un gran bel film. E Kirsten ha delle tette da paura, e non credevo.

    Comunque il fatto delle capacità divinatorie penso sia collegato al fatto che "noi depressi siamo fighi ma quando lo diciamo nessuno ci ascolta", forse un atto di onanismo cinematografico di Trier. boh.

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  12. utente anonimo26 ottobre 2011 11:52

    quando parlavi di scimmie, nipoti down e anfetamine questo sito faceva più ridere.

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  13. utente anonimo26 ottobre 2011 17:16

    ti confondi con qualcosa del genere, anonimo 

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  14. @ 9+10

    ti prego apri un blog se non l'hai già.

    @ 11

    per me un calzone con ricotta grazie.

    @ josef k

    no tette, no party.

    @ sweden

    è come dici tu. oppure più semplicemente è la prima cosa che gli è venuta in mente.

    @ mezzatazza

    cosa?

    @ 15

    penso anche io.

    @ 16

    la tua teoria spiegherebbe definitivamente perché questo sito ha fatto cagare da sempre, allora.

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  15. ... sempre con la fissa delle tette!!! 

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  16. utente anonimo27 ottobre 2011 08:43

    Ahahahah!
    Però i commentatori coglioni comincia a radunarli prepotentemente pure questo blog.
    Vuol dire che stai facendo strada? Lo scopriremo.

    La tua street artist gregaria.

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  17. utente anonimo27 ottobre 2011 09:01

    Sapevo che avresti parlato delle tette che si vedono in melancholia ancora prima di sapere che avevi un blog.

    Frate Indovino

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  18. a me dancer in the dark non ha convinto per niente, ed è l'unico film di lars che ho visto. ma se dici che questo merita e che ci sono delle tette, okay.

    faina

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  19.  @ street artist

    dici che ja famo?

    @ 20

    sapevo che avresti fatto questo commento ancora prima di scrivere il post.

    @ faina

    se non ti ha convinto dancer in the dark cosa mai potrà farlo, figliuolo?
    meglio che lasci perdere tutti gli altri, allora.

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