martedì 3 novembre 2009

COME UN VECCHIO FILM DI CUI NON CI SI RICORDA IL TITOLO


sbatte contro i vetri sempre più forte.
oramai non si vede quasi piu' nulla.
un parcheggio abbandonato.
mi fa compagnia il cigolio dei tergicristalli.
il loro tempo diventa il mio tempo.
un tempo interiore, come cristallizzato.
chissà quanti tempi esistono. dietro questo vetro.
una volta mi chiedevi: "ma gli altri esistono veramente?"
se fossi qui ti direi di chiedermelo ancora. e ancora.
insinuami i tuoi dubbi.
ma il vetro si appanna. lentamente.
e aspetto.
grigio è il mondo, sopra ogni cosa.
e il lampione rischiara il muro di fronte a me.
si scorgono segni impercettibili. graffiti.
ombre rapide intorno.
un brivido mi attraversa la schiena.
riaccendo il motore e sgommo via.
oggi mi sento anche io un po' in bianco e nero.

1 commento:

  1. Assillati, cercati, prova a conoscerti.
    Basta che non mi diventi juventino.
    m4

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